Martedì scorso, in una serata degna del budget da notte degli Oscar, si è disputata la finale Italiana della CAMPARI BARMAN COMPETITION, una delle competizioni italiane tra Barman più radicate nel territorio. Più di un migliaio di persone hanno visto sfidarsi i tre super finalisti, scelti tra più di 300 partecipanti su 1400 domande di iscrizione. Una due giorni intensa per i sedici semifinalisti accolti in casa Campari che ha portato la nomina ieri mattina dei tre nomi per la finale.

I tre super finalisti poi, nell’arco del pomeriggio, attraverso un budget prefissato hanno dovuto creare al momento una rivisitazione e un concetto di americano da presentare nella finale serale.  Solo 4-5 ore per creare un drink e un concetto che vale tutto per il concorrente, che vale tutta la competizione, ma che potrebbe dimostrare il bagaglio culturale, di esperienza, la capacità di adattamento e la creatività del finalista.

Ogni partecipante è stato accompagnato durante la giornata da un barman esperto che li ha guidati nella scelta, costruzione e nelle presentazione della prova finale.

10 sono stati i minuti ad alta tensione in cui i tre hanno dovuto dare il massimo: combattere con se stessi e con le proprie emozioni, convincere il folto pubblico e lottare per la vittoria davanti ad una doppia giuria: una più tecnica, scelta tra i nomi più attualmente in circolazione tra social e rubriche per quanto riguarda il mestiere barman ed un altra più comunicativa, tra cui blogger e dirigenti della scuola, in linea con i principi dell’azienda.

Quei dieci minuti sono stati infatti quelli che hanno permesso forse di capire, non solo quale sia il miglior barman, ma anche quale finalista sia la persona più adatta per l’azienda, quale tra i finalisti sia la persona più pronta per il premio finale. In palio infatti un contratto di lavoro con l’azienda per seminari e interventi in tutta Italia.

Per finire tanta soddisfazione per la Bartenders Academy Italia e per uno dei suoi trainer  Ettore Barbato che alla sua prima competizione ha dimostrato di essere all’altezza di una delle competizioni più difficili a livello Italiano , nonostante l’alto ritmo di lavoro con cui è sottoposto in azienda è riuscito a preparare ed a concentrarsi per la competizione.

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